Stessa storia, stesso posto, stesso Bar. Cantava così Max Pezzali. Qui cambiamo l'ordine degli addendi ma il risultato non cambia, soprattutto in casa nerazzurra. Stessa storia, la Champions; stesso posto, San Siro; stessa fine, l'ultima del girone. Un girone che l'Inter tra Spalletti e Conte proprio non riesce a superare. Nonostante la vittoria del Real sul Gladbach i nerazzurri non riescono a sfondare uno Shakhtar che aveva addirittura la possibilità di sognare il colpo grosso e arrivare primo, invece misteriosamente se ne sta rintanato per difendere un pari a reti inviolate che significa Europa League. Già, a reti inviolate, perchè l'Inter non sfonda e chiude addirittura all'ultimo posto. E se ne torna a casa. Soprattutto Antonio Conte. Il vero fallito di questa missione. Lenta e prevedibile, solito 352, diverse occasioni ma nulla da fare. Scelte tecniche discutibili e le speranze scivolano via. Ennesima delusione. Tempo di bilanci. Adesso solo il campionato: se non dovesse arrivare lo Scudetto, per Conte il faillimento di sempre.
Tutt'altra atmosfera in casa Atalanta. Aldilà delle polemiche e della presunta rissa tra Gomez e Gasperini, tra voci di corridoio infondate e tensioni e polveriera, la Dea sbanca Amsterdam e conquista ancora gli ottavi di Champions. Due risultati su tre: gara spavalda, fino all'affondo decisivo targato Luis Muriel. Ajax lontano parente di due anni fa dopo aver ceduto i suoi elementi migliori. Gasp resta al timone e Bergamo vola alla fase finale. Lunedì il sorteggio.
